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Yann Gross / The Jungle Show

Les Rencontres d’Arles 2016

Lunedì 04 Luglio 2016
10:00 - 19:30
Posizione: Magasin électrique

Quando Francisco de Orellana, conquistador spagnolo, partì alla ricerca delle piante di cannella nel 1541, non avrebbe mai pensato che il caso l’avrebbe portato tra i meandri del corso d’acqua più grande del mondo: il Rio delle Amazzoni. Campagne di evangelizzazione, costruzione di strade, febbre del caucciù, estrazione di petrolio e corsa all’oro: questa zona fluviale è da sempre un crocevia di scambi e un luogo che attira i desideri e le mire di molti. Ripercorrendo le tracce delle spedizioni del passato e grazie ad allestimenti discreti, questo taccuino di viaggio svela le sfaccettature dell’Amazzonia contemporanea e dei suoi dintorni. Collaborazioni con le comunità locali hanno consentito all’artista di esplorare la complessità delle interconnessioni e dei misteri che attraversano la foresta. Una volta immersi in questo universo addomesticato, i cliché romantici delle terre dimenticate e del «buon selvaggio» sono presto dimenticati. Questo vagabondaggio visivo mette in discussione la nozione di progresso e di sviluppo nel suo senso più ampio.

Quando Francisco de Orellana, conquistador spagnolo, partì alla ricerca delle piante di cannella nel 1541, non avrebbe mai pensato che il caso l’avrebbe portato tra i meandri del corso d’acqua più grande del mondo: il Rio delle Amazzoni.

Campagne di evangelizzazione, costruzione di strade, febbre del caucciù, estrazione di petrolio e corsa all’oro: questa zona fluviale è da sempre un crocevia di scambi e un luogo che attira i desideri e le mire di molti. Ripercorrendo le tracce delle spedizioni del passato e grazie ad allestimenti discreti, questo taccuino di viaggio svela le sfaccettature dell’Amazzonia contemporanea e dei suoi dintorni. Collaborazioni con le comunità locali hanno consentito all’artista di esplorare la complessità delle interconnessioni e dei misteri che attraversano la foresta. Una volta immersi in questo universo addomesticato, i cliché romantici delle terre dimenticate e del «buon selvaggio» sono presto dimenticati.

Questo vagabondaggio visivo mette in discussione la nozione di progresso e di sviluppo nel suo senso più ampio.